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Sossano
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mwiaSossano (mwiqSosan in mwigveneto) è un mwiwcomune italiano di mwja4 139 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkqprovincia di Vicenza in mwkgVeneto.

Sossano, adagiato ai piedi dell'estremità meridionale dei Colli Berici, è delimitato a sud dal fiume Liona.

Contents

Storia
Simboli
Sport
Note

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Geografia fisica

Situato a 19 metri sul livello del mare, il paese è limitato a sud dai fiumi Frassenella e Liona e a nord dai mwlwColli Berici. Il nucleo storico del paese (Castro Celsano) si trova nelle vicinanze dell'antica chiesa di San Michele, vicino all'attuale cimitero.

Origini del nome

Secondo lo storico mwmgBarbarano "mwmwvien detto Celsano quasi cielo sano, perché ivi è l'aere salutifero, et la nebbia poco si ferma presso il monte". Il nome può essere anche fatto risalire a Josano, da "Giove Sano", godendo di un clima meraviglioso.

A tali interpretazioni del nome di Sossano si adeguò probabilmente fin da epoca antica il comune di Sossano, adottando uno stemma in cui, divisi da una sbarra d'argento con la scritta "Coelsanus", appaiono un cielo sereno con un sole a sedici raggi ed un cielo notturno con un crescente di luna tra due stelle d'argento.

In realtà, il nome potrebbe più probabilmente derivare da "mwngfundus Celsianus", ovvero "possedimento di Celsio". Infatti, il suffisso "mwnw-anus" indicherebbe una proprietà terriera concessa, nell'Antica Roma, ai veterani militari, fenomeno che influenza ancora oggi numerosi toponimi italianicite-ref-comune-5-0[5]cite-ref-6[6].

Storia

Preistoria

La particolare conformazione geografica del luogo in cui sorge Sossano favorì sin da epoca antichissima gli insediamenti umani.

Sulla dorsale del monte della Croce sono state identificate tracce di industrie che risalgono alla mwrqpreistoria più remota. Sono stati trovati numerosi reperti risalenti all'età del bronzo e al primo ed al secondo periodo atestino.

In pianura, in località Costa, è stata rinvenuta la presenza di numerose industrie dell'età mwrwneolitica ed in località Monticello un villaggio a fondi di capanna risalente all'mwsaetà del bronzo, portato alla luce durante la seconda guerra mondialecite-ref-comune-5-1[5].

Epoca romana

Sossano dovette avere un ruolo non secondario durante tutta l'età romana. Lo dimostrano l'identificazione dell'antico Olmo con l'"mwtwombilicus urbano" e del territorio e i notevolissimi reperti che si attribuiscono al primo ed al secondo secolo d.C. Fondamentali per ricostruire l'assetto del territorio, in età romana, sono il tempio augurale del monte Cistorello e alcuni cippi, quali il basamento della croce del monte della Croce, e la cosiddetta croce di pietracite-ref-comune-5-2[5].

Medioevo

Verso l'anno 753 mwvgSant'Anselmo donò all'mwvwabbazia di Nonantola, presso mwwaModena, che aveva lui stesso fondato, delle proprietà mwwqex proprio suo in minibus Vincentia ... in loco qui dicitur Vicus Domnani e mwwgin loco qui dicitur SusonIa, luoghi identificati in Orgiano e Sossanocite-ref-7[7]. Anselmo era fratello della regina Geltrude, moglie di re mwxwAstolfo, e di Gaido, ultimo duca longobardo di Vicenza e conte di Carlo Magno. Dal secondogenito di Gaido discesero più tardi i conti di Sossano, di stirpe longobarda, che diedero origine a molte tra le più antiche e nobili casate vicentine e padovane.

Nella località detta Sajanega, con la sua celebre e vasta foresta, nel X-XI secolo, fiorì una intensa vita eremitica e vi soggiornò mwyqSan Romualdo, che qui fondò un eremo, dove tra il 1037 e il 1066 visse e morì il santo francese mwygTeobaldo, eremita e confessorecite-ref-comune-5-3[5].

Fra i tanti castelli esistenti nel Basso Vicentino, quello di Sossano fu uno dei pochi a non essere stato costruito dai vescovi di Vicenza; la sua erezione - di poco successiva al Mille - avvenne per opera dei Pilei i quali, prima che signori di mwaaMontecchio Maggiore e di altri luoghi, furono conti di Sossano e detti perciò "mwaqde Celxano" o "mwagde Zauxano"cite-ref-csossano-8-0[8].

Il più antico documento rimastoci che nomini il castello è un atto pubblico del 1087 che risulta "mwcaactum in castro Celxano": a quel tempo dev'essere stato notevolmente forte ed importante, come dice lo storico mwcqPagliarino: «... circondato dal ponte et fortissimo havendo nella sommità di esso monte una forte rocca»cite-ref-9[9]. Il complesso comprendeva dunque anche una rocca, e sorgeva sulla sommità di un monte che da vari indizi sembra essere quello che vien chiamato monte della Crocecite-ref-csossano-8-1[8].

Le vicende del castello nel corso XII secolo non sono conosciute; probabilmente esso rimase attivo e forse anzi ulteriormente potenziato, trovandosi nell'area in cui si svolsero le lotte tra vicentini e padovani, in un'epoca in cui si consolidava il potere dei Pilei; all'inizio del Duecento, però, i rapporti tra questa famiglia e l'imperatore devono essersi incrinati, perché nel 1220 quest'ultimo tolse il castello ai Pilei e lo cedette al vescovo di Vicenza.

I fatti di quel periodo non sono molto chiari, data la scarsa documentazione esistente. Nella prima metà del secolo esistono atti d'investitura vescovili che riguardano la mwfahora castelli. Probabilmente intorno al 1240 mwfqEzzelino III da Romano, nemico dei Pilei per essere questi alleati di Uguccione Maltraversi, espugnò il castello, che comunque non dev'essere stato distrutto; nel 1266 - quando, dopo la morte del tiranno, i beni furono restituiti - Manfredino figlio di Trentinacio di Orgiano rinunciò nelle mani del vescovo mwfgBartolomeo da Breganze «mwfwcomitatibus, jurisdictionibus … castris Oriani, Ville Ferri et Celxani».

All'inizio del XIV secolo il castello risulta coinvolto nelle feroci lotte scaligero-padovane successive al 1311. Il Pagliarínocite-ref-10[10] riferisce in proposito che i padovani «consumarono molti giorni indarno mentre si sforzavano di debellare questo castello»; forse, però, non proprio tanto «indarno» perché risulta che il castello fu distrutto proprio da loro nel 1313cite-ref-csossano-8-2[8].

Da quel momento del castello si parla sempre meno; sicuramente non fu più ricostruito e presto le sue rovine diventarono solo un riferimento di carattere topografico; lo dimostra un atto di investitura, fatta nel 1399 dal vescovo Giovanni da Castiglione, nel quale si parla di mwighora castri veteriscite-ref-csossano-8-3[8].

Verso la metà del mwkaTrecento, durante la dominazione mwkqscaligera, il territorio di Sossano fu sottoposto, sotto l'aspetto amministrativo, al mwkgVicariato civile di mwkwOrgiano e tale rimase sino alla fine del XVIII secolocite-ref-11[11].

Epoca moderna

Celsano ebbe nel tempo tanta fama per la salubrità dell'aria e la dolcezza del clima, che qui convennero nel 1428, per salvarsi dalla peste che infuriava nelle Venezie, numerosi e celebri umanisti e letterati veneziani. Cessata l'epidemia, fu eretta la chiesa del Santo Sepolcro, e da essa proviene la splendida scultura del Cristo morto, opera di Niccolò da Venezia, lo stesso che realizzò l'immagine della mwmgMater Misericordiae, conservata oggi nel mwmwSantuario della Madonna di Monte Berico a Vicenza.

Da Sossano proveniva anche lo scultore Bartolomeo Cavazza, che fu il primo maestro del giovane mwnqAndrea Palladio.

Epoca contemporanea

Nal mwoa1866 Sossano fu annesso, con il resto del Veneto, all'Italia. Dal mwoq1928 al mwog1967 fu interessato dal passaggio della mwowferrovia Treviso-Ostiglia e dotato di una propria mwpastazione.

Durante la mwpgseconda guerra mondiale 20 profughi ebrei (18 adulti e 2 minori) furono internati a Sossano. Al momento dell'occupazione tedesca, 18 di essi risultavano presenti in paese (i coniugi Seidowski era stati trasferiti a mwpwFerramonti nel 1942). Solo la metà del gruppo (inclusi i Seidowski) sopravviveranno all'Olocausto, rifugiandosi in Svizzera o dandosi alla clandestinità. 10 saranno gli arrestati in paese, tra la fine novembre e il dicembre 1943. Per tutti loro la deportazione a fine gennaio 1944 si concluderà con la morte ad mwqaAuschwitz.cite-ref-12[12]

Simboli

Lo stemma del Comune di Sossano è stato riconosciuto con decreto del mwswcapo del governo del 14 aprile 1937.cite-ref-13[13]

«D'azzurro, alla

sbarra

d'argento, caricata della scritta in caratteri maiuscoli neri

Coelsanus

, accompagnata nel cantone superiore

destro

da un sole radioso e nel cantone inferiore

sinistro

da un quarto di luna crescente d'argento fra due stelle anch'esse d'argento, ordinate in sbarra. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• Chiesetta dell'Olmo

La chiesetta dell'Olmo - o della Beata Vergine dell'aiuto - rappresenta il più significativo monumento di Sossano. Sorta in corrispondenza dell'antico mwxaolmo, che designava il centro urbano, fu di proprietà prima della famiglia Ferramosca, poi dei Giovannelli ed infine della parrocchia. Fu eretta dall'architetto veneziano mwxqGiorgio Massari, che tra il 1727 e il 1734 costruì il tempietto ottagonale a pianta centrale, raffigurante la tradizione rinascimentale del tempio di Gerusalemme.
I quattro prospetti sono orientati sulle vie d'accesso e raccordati tra loro da quattro elementi angolari a sezione circolare, sovrastati da uno spicchio di cupola ad andamento sinuoso. L'edificio è coronato da una cupola con lanterna e dotato di un campaniletto "a vela", di andamento curvilineo.
All'interno spiccano i ferri battuti e gli altari, opera dello stesso Massari.
L'immagine della Madonna dell'Aiuto, incastonata nel rilievo dell'altare maggiore, è una copia seicentesca della Maria Hilfe di mwyqLucas Cranach, conservata nella cattedrale di mwygInnsbruck. Di qualità sono la mwywpala d'altare di mwzaSant'Antonio da Padova, di scuola bolognese, e la pala di mwzqSan Filippo Nericite-ref-comunearte-14-0[14].

• Cimitero di Sossano

Il recinto del cimitero di Sossano - sul colle di San Michele - sorge ove si collocava la rocca di età romana, era collegato al borgo da un'ampia gradinata, di cui restano solo alcune tracce. A sinistra dell'ingresso principale è visibile ciò che resta del castello di Santa Giustina, con i due possenti bastioni dell'originaria cinta pentagonale, e la "torresina" romana.
Accostati alla cinta del cimitero sono i rustici dell'antica canonica, con parti databili dal XIV al XVIII secolo.
Sopravvivono anche la chiesetta di San Michele vecchio, in stile gotico fiorito, e il campanile, con una cella campanaria con cuspide in cotto, databile al 1600.


Nel 1860 si stabilì di edificare la nuova chiesa parrocchiale in pianura, abbandonando il colle di San Michele.
Su disegno di Sebastiano Bazzetta, la nuova chiesa fu ultimata e consacrata nel 1882. Di stile neo-palladiano, conserva al suo interno un tabernacolo di mw4gGiorgio Massari, statue e rilievi del Morlaiter, fra cui un mediaglione in marmo carrarese, proveniente dall'altare maggiore di San Michele vecchio, in cui è scolpita la figura di San Michele che calpesta Satana.
A sinistra dell'ingresso, il Cristo morto in un'arca di pietra, proveniente dal santo sepolcro, opera di Niccolò da Venezia, scolpita per celebrare la fine dell'epidemia di peste del 1428.
La facciata fu invece realizzata nel 1946 dal Rigoletti, sempre in stile neo-palladiano.
Il campanile, il più alto del basso vicentino con i suoi 72,5 metri, fu inaugurato nel 1938 su disegno di mw5gGerardo Marchioro.

• Chiesetta di Ca' Martinati, in frazione Colloredo

L'oratorio di Santa Croce fu donato nel 1947 alla parrocchia di Colloredo.
Si tratta di una piccola costruzione con una grande croce in legno sopra il portale d'ingresso e un'altra in ferro sulla cuspide del timpano.
Possiede una sola navata, l'altare è posto sul lato nord, mentre ad ovest vi è una celletta con finestra: si suppone fosse riservata alla famiglia dei proprietari, infine ad est la sacrestia e la base del campanile.
Sull'altare sono incise le scritte "mw7gAve Crux Spes Unica" e in alto tre lettere "mw7wmw8aJHS" che rappresentano il mw8qmonogramma di Gesù.
Conserva un tabernacolo in pietra dei Berici; delle due campane; la più piccola ha inciso il sigillo di mw8wpapa Innocenzo XI, di fine Seicento; la maggiore si presume sia della prima metà dell'Ottocento. Fino al 1960, nell'oratorio di Santa Croce terminava l'antico rito delle Rogazioni.

Architetture civili

• Villa Ferramosca Giovanelli

L'antica dimora dei Ferramosca, nella sua stesura cinquecentesca, è stata attribuita a mw-qMichele Sanmicheli. Passato poi in proprietà ai Giovanelli all'inizio del '700, l'edificio fu ristrutturato da Giorgio Massari contemporaneamente all'erezione della chiesetta dell'Olmo, tra il 1727 e il 1734.
La ristrutturazione comportò l'aggiunta di un abbaino, coronato da un timpano triangolare.
Di altissima qualità sono le mensole cinquecentesche delle finestre del piano nobile.
L'edificio presenta delle cantine con volta a botte in mattoni.

• Villa Loschi-Gazzetta

L'aspetto attuale è il risultato di vari interventi effettuati nel corso dei secoli.
Dell'edificio originario, in stile primo-rinascimentale, sopravvive la bifora centrale, con le decorazioni di foglie di rovere ed api.
Gazzetta si ispirò ad essa per le altre finestre ad arco e per gli oculi del sottotetto.
Le statue ai lati del cancello principale sono del '600 e rappresentano due guerrieri persiani, e sono di provenienza ignota.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-15[15]

Cultura

A Sossano vi sono tre scuole materne (Sossano, Colloredo e Pilastro), una scuola elementare e una media. La Biblioteca Civica Comunale ha sede nella Villa Loschi Gazzettacite-ref-16[16].

Geografia antropica

Frazioni del comune di Sossano sono Colloredo, con circa 600 abitanti, e Pilastro, con circa 150.

Altre località o contrade sono: Case Ronche-Vangelista, Mozza La Madonetta.

Sport

Ubicato in via Scarantello si trova il palazzetto denominato "PalaSanMarco" dove gioca le partite casalinghe la squadra di futsal Don Romeo C5 militante in serie C2.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1985 | 1990 | Mariano Negro | DC | Sindaco | |
| 1990 | 1994 | Antonio Boraso | DC | Sindaco | |
| 1994 | 1995 | Giovanni Borga | DC | Sindaco | |
| 1995 | 2004 | Silvio Regis | Lega Nord | Sindaco | |
| 2004 | 2009 | Giuseppe Cavallaro | Centrosinistra | Sindaco | |
| 2009 | 2019 | Flavio Alberto Caoduro | Lega Nord | Sindaco | |
| 2019 | in carica | Enrico Grandis | Lega Nord | Sindaco | |

Gemellaggi

Il comune di Sossano ha aderito alla lista dei comuni gemellati con la fondazione "Città della Speranza"cite-ref-17[17].

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwasomwassmwaswBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwas0demo.istat.it, mwas4ISTAT.
cite-note-21. mwatiComune di Sossano - Statuto.
cite-note-divamm-sismica-32. mwatymwatcmwatgClassificazione sismica (mwatkmwatoXLS), su mwatsrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mwat8mwauamwaueTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwauimwaumPDF), in mwauqciterefmwauuLeggemwauy mwauc26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwaugAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwauk 151. mwauoURL consultato il 25 aprile 2012 mwaus(archiviato dall'mwauwurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-comune-55. mwavymwavcmwavgComune di Sossano - Storia, su mwavkcomune.sossano.vi.it mwavo(archiviato dall'mwavsurl originale il 31 maggio 2015).
cite-note-66. mwav8mwawamwaweFonte: www.igmi.org - (mwawimwawmPDF), su mwawqigmi.org mwawu(archiviato dall'mwawyurl originale il 27 novembre 2014).
cite-note-77. Elisa Possenti, in mwawoGrotte dei Berici: grotte e uomo, 2005, p. 14
cite-note-csossano-88. mwaxqmwaxuCanova, 1979,mwaxy pp. 172-73.
cite-note-99. mwaxoCroniche di Vicenza, III, p. 160
cite-note-1010. mwax4Op. cit.
cite-note-1111. mwayimwaymCanova, 1979,mwayq p. 160.
cite-note-1212. mwaygEbrei stranieri internati a Sossano.
cite-note-1313. mwaywmway0mway4Sossano, decreto 1937-04-14 DCG, riconoscimento di stemma, su mway8Archivio centrale dello Stato, Ufficio araldico, Fascicoli comunali, busta 176, fascicolo 2705.6.
cite-note-comunearte-1414. mwazmmwazqmwazuComune di Sossano - Arte, su mwazycomune.sossano.vi.it mwazc(archiviato dall'mwazgurl originale il 22 dicembre 2015).
cite-note-1515. Dati tratti da: mwazwmwaz0mwaz4mwaz8mwaaaPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwaaemwaaiPDF), su mwaamebiblio.istat.it, mwaaqISTAT. mwaaumwaaymwaacmwaagPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwaakesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1616. mwaa4mwaa8mwabaComune di Sossano - Biblioteca, su mwabecomune.sossano.vi.it mwabi(archiviato dall'mwabmurl originale il 1º ottobre 2015).
cite-note-1717. mwabcmwabgmwabkComuni gemellati con Città della Speranza, su mwabocittadellasperanza.org.

Bibliografia

• mwab4AA.VV., Il Veneto paese per paese, Firenze, Bonechi, 2000, ISBN 88-476-0006-5.
• Grazia Boschetti, mwacaLa chiesetta dell'olmo di Sossano, Sossano, Giovani editori, 2003
• citerefcanova-1979Antonio Canova e Giovanni Mantese, I castelli medievali del vicentino, Vicenza, Accademia Olimpica, 1979.
• Alberto Cogo, mwacmIl Novecento a Sossano, Sossano, Giovani editori, 2001
• Alberto Cogo, mwacuSossano alla vigilia della 2. Guerra Mondiale, Sossano, Centro studi berici, 2007
• Comune di Sossano, mwaccBasso Vicentino: contributi alla conoscenza della storia naturale ed antropica, Sossano, 1987
• Comune di Sossano, mwackImmagini e ricordi di paese, Sossano, Assessorato alla Cultura, 2003
• Sergio Lavarda, mwacsI Loschi e Sossano: nobili e contadini in un villaggio vicentino, Sossano, Centro studi berici, 2009
• Lorenzo Tacchella, mwac0Gli ospizi gerosolimitani di S. Giustina e del S. Sepolcro di Sossano in Diocesi di Vicenza: dipendenze del Priorato di S. Luca di Perugia dell'Ordine del Santo Sepolcro, Bobbio, Columba, 1980

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Sossano

Collegamenti esterni

• mwadiSito istituzionale del Comune di Sossano, su comune.sossano.vi.it. URL consultato il 9 dicembre 2015.